Il visitatore è introdotto alla conoscenza della geologia, flora e fauna della conca di Sappada, per concepire l’unità organica dell’ambiente che ospitò in età medievale i primi abitanti. Nelle vetrine si possono osservare campioni di rocce locali, alcuni fossili, raffigurazioni botaniche, un diorama con la ricostruzione di un habitat naturale con le specie presenti nella valle e una campionatura di avifauna.
Una parete espone le essenze di legno che crescono alle varie quote della conca sappadina, con i corrispondenti nomi in sappadino e italiano. Una sezione storica approfondisce le origini e la storia dei sappadini fino ai giorni nostri. Le interessanti testimonianze di vita mostrano, nelle collezioni etnografiche, come l’ambiente abbia forgiato le abitudini dei sappadini. Il relativo isolamento di un tempo, le particolari condizioni climatiche, insieme alla peculiare identità della comunità quale isola linguistica germanofona, favorirono un sistema di vita frugale e pressoché autosufficiente, favorendo lo sviluppo della cosiddetta ‘cultura del legno’. Ne sono testimoni eloquenti le tipologie architettoniche della vallata, cui è dedicata un’apposita sezione, con immagini d’epoca. Un angolo è dedicato alla popolazione di Sappada, con fotografie di bambini, adulti, coppie e anziani e una vetrina, in cui sono in mostra capi di abbigliamento da lavoro e della festa, da uomo e da donna.
Nella parte centrale del museo ci si addentra nella vita domestica sappadina: vi sono raccolti oggetti di uso quotidiano degli ambienti come la cucina, il corridoio, il tinello e la camera, i quali non sono stati ricostruiti perché è possibile visitarli nellaCasa museo della Civiltà Contadina, il secondo museo di Sappada. La sala maggiore ospita gli strumenti delle attività agro-silvo-pastorali e artigianali della semplice ma dura esistenza condotta dai sappadini:
dal boscaiolo si passa alla sezione dedicata alla neve, dal pastore alla stalla, al fienile e ai lavori agricoli, dai trasporti alle attività artigianali del carradore, fabbro, falegname e infine al calzolaio, sarto e tessitore. Al centro del museo, come era al centro della vita sappadina, si trova la sezione illustrativa della religiosità popolare nei momenti più significativi dell’anno liturgico.
Concludono il percorso le maschere del Carnevale sappadino (vosenòcht), tradizione ancora viva a Sappada, tra cui spicca l’austera figura del Rollate
Legge 482/99
“Norme in materia
di tutela delle minoranze
linguistiche storiche”
Iniziative Anno 2002